Prof. Letizia Giello: Segretaria Nazionale Fesica Confsal del comparto ceramico e componente Segreteria nazionale Confsal

Da ieri si legge la โ€œProposta di codice di autodisciplina di imprese responsabili in favore della maternitร โ€ dellโ€™attuale ministra per la famiglia, natalitร  e pari opportunitร . Tra i vari punti uno, a nostro parere,  potrebbe diventare determinante e innovativo per la vita delle donne: โ€œlโ€™utilizzo del corretto smart working, ovvero transizione dal vincolo spazio-temporale agli obiettivi della prestazioneโ€.

Lo smart working non dovrebbe essere una concessione, bensรฌ una scelta consapevole da parte dellโ€™azienda, volta al futuro e spinta da una visione nuova dellโ€™organizzazione del lavoro, non piรน basata su relazioni di potere (di tipo fordista), intese gerarchicamente, ma piuttosto โ€œsulla paritร  e sulla fiduciaโ€ , in quanto la lavoratrice e il lavoratore sono โ€œpersoneโ€ prima di tutto.

Finita lโ€™emergenza, meno di un terzo dei lavoratori hanno continuato a lavorare in smart working e, per lo piรน, per 1 giorno, max 2 alla settimana, su regole stabilite in modo unilaterale dallโ€™azienda attraverso un Regolamento interno, a dispetto del Protocollo Nazionale del lavoro agile per il settore privato, adottato il  7 dicembre 2021, in cui si fissa il quadro di riferimento, condiviso tra le Parti sociali, per la definizione dello svolgimento del lavoro in modalitร  agile e le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva nazionale e in cui รจ esplicito lโ€™invito ad una regolarizzazione condivisa tra le Parti sociali anche a livello aziendale.

Ma, purtroppo, pochissime aziende hanno accettato di condividere con le parti sociali un Accordo Quadro, avendo preferito ad esso lโ€™adozione unilaterale di un Regolamento interno. Numerose aziende, addirittura, hanno cancellato lo strumento dello smart working e hanno preferito ritornare alla vecchia organizzazione del lavoro: tutti presenti, tutti โ€facilmente controllabiliโ€.

E il legislatore? In un primo momento si รจ limitato a garantire lo smart working per i lavoratori โ€œfragiliโ€, poi, dal primo aprile fino al 30 giugno 2023, รจ stato ripristinato il diritto allโ€™utilizzo dello SW anche per i lavoratori con figli under 14 anni. Da qui sono nate discussioni, interpretazioni, insomma mille problemi e tanta tensione tra i lavoratori interessati. Nelle aziende, che si sono dotate di un Regolamento sul lavoro agile, i lavoratori con figli under 14 anni, avendone i requisiti, devono attenersi al Regolamento interno (1/2 giorni in modalitร  SW) o far riferimento a quanto scritto nel decreto Milleproroghe?

Le aziende, su indicazione della propria Associazione Datoriale (Confindustria), hanno deciso, quindi, di attenersi al proprio Regolamento, in attesa che il Ministero del lavoro emetta una circolare atta a sciogliere il nodo e i mille dubbi che, nelle aziende, circolano tra le lavoratrici e i lavoratori. Noi, quindi, sollecitiamo โ€“ e con urgenza โ€“ lโ€™uscita di una circolare ministeriale che venga a chiarire se quanto previsto dal Decreto Milleproroghe debba applicarsi tout court alle aziende sprovviste di un Regolamento sul lavoro agile oppure se il dettato delle Milleproroghe ha valore integrale in tutte le aziende.

Letizia Giello (in foto copertina)

Segretario Nazionale Fesica-Confsal , settore ceramico

*Componente del Comitato Nazionale di paritร  e uguaglianza sul lavoro