Evidenziando trend, correlazioni e fenomeni emergenti, il rapporto ha permesso di comprendere come le disuguaglianze di genere si manifestino e si accumulino nel tempo, influenzando in maniera strutturale sia il benessere personale sia la partecipazione sociale ed economica delle donne
Si Γ¨ svolto a Roma, presso βPalazzo Wedekindβ, il dibattito incentrato sulle opportunitΓ e criticitΓ che le donne affrontano nei contesti sociali ed economici, con particolare attenzione al divario di genere che persiste nel Paese.

Dopo la presentazione del Rendiconto di genere 2024 delΒ Consiglio di Indirizzo e Vigilanza INPS, che ha offerto un’analisi approfondita dellaΒ situazione femminile in Italia, il dibattito si Γ¨ aperto con una tavola rotonda dei rappresentanti delle principali sigle sindacali β Confsal, Cgil, Cisl, Uil β a fare da protagonisti: tutte hanno espresso posizioni concordi sulla necessitΓ di affrontare le ormai ataviche disuguaglianze tra
uomini e donne, βseppur qualche miglioramento nel corso del tempo, forse inevitabile, si sia registratoβ.
Tra le voci piΓΉ incisive, quella di Letizia Giello, presidente dell’osservatorio pari opportunitΓ della Confsal, che ha sottolineato l’importanza di politiche che potenzino i congedi parentali. Giello ha evidenziato come le donne, in particolare quelle che si trovano a capo di famiglie mono-genitoriali, siano spesso disperate e senza soluzioni concrete, costrette a fare i conti con un sistema che non le supporta abbastanza.
βLe donne sono disperate e non sanno cosa fare perchΓ© la maggior parte delle famiglie sono monogenitoriali e sono in mano a loro”, ha dichiarato. Ha inoltre messo in evidenza il problema legato al comma 3 dell’art. 39 D.lgs. 151, che limita il diritto di riduzione dellβorario di lavoro per le madri, e ha sottolineato che βanche se unβazienda offre un asilo aziendale, il diritto alla riduzione oraria non deve mai essere messo in discussioneβ.

In questo contesto, la Confsal ha anche sottolineato l’importanza della contrattazione di I e II livello, evidenziando che βnei contratti collettivi nazionali di lavoro di molti settori sono giΓ state introdotte misure volte a favorire le lavoratrici madriβ.
Inoltre, Γ¨ stato posto l’accento sulla necessitΓ di una formazione nuova sulla sicurezza, che non sia imitata alla sicurezza tout court, ma che includa anche l’acquisizione di strumenti per individuare eventuali atti vessatori come mobbing, stalking, molestie e violenza. Questo tipo di formazione deve aiutare lavoratori e lavoratrici a riconoscere tali atti e a difendersi, promuovendo una condivisione attiva e consapevole dei diritti all’interno del contesto lavorativo.

Lara Ghiglione (Cgil) ha sollevato il problema del paradosso italiano: βLe donne sono la maggioranza e hanno un livello di istruzione elevato, ma sono le ultime in campo economico e sociale”. Ha criticato la politica dei bonus e sottolineato l’urgenza di sviluppare strumenti concreti per misurare la qualitΓ del lavoro femminile. Ignazio Ganga (Cisl) ha evidenziato il peso del lavoro sommerso femminile, proponendo misure come il credito d’imposta per favorirne l’emersione. Ivana Veronese (Uil) ha parlato invece di un problema culturale radicato, che continua a penalizzare le donne, in particolare nel mondo del lavoro, dove nonostante l’accesso all’istruzione, le donne affrontano difficoltΓ legate alla precarietΓ , ai salari inferiori e alla discriminazione dovuta alla maternitΓ .
Il presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps, Roberto Ghiselli, ha insistito sulla necessitΓ di un approccio olistico per affrontare le discriminazioni di genere, che deve riguardare tutte le dimensioni del problema, dal mercato del lavoro ai modelli organizzativi, fino alla rete dei servizi, alla dimensione familiare e culturale. Ghiselli ha chiesto l’impegno di tutte le istituzioni e gli attori sociali affinchΓ© si trasformino in azioni concrete i timidi passi avanti compiuti fino ad oggi, affinchΓ© si rimuovano finalmente gli ostacoli alla piena paritΓ tra i generi. Il dibattito ha dunque evidenziato come la disparitΓ di genere sia ancora una questione centrale in Italia e ha ribadito la necessitΓ di interventi mirati, soprattutto in termini di congedi parentali, supporto alle famiglie e politiche di inclusione nel mondo del lavoro.
La figura di Letizia Giello emerge come portavoce di queste istanze, promuovendo lβurgente cambiamento necessario per una vera paritΓ .